Perugia, sequestro in azienda lapidea per rifiuti pericolosi

Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico durante un controllo in un capannone industriale con rifiuti pericolosi e polveri di lavorazione della pietra a Perugia

Irregolarità ambientali e criticità in materia di sicurezza sul lavoro in un’azienda operante nella zona lacustre, attiva nell’estrazione e lavorazione di pietre da costruzione e arredamento. I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (N.O.E.) di Perugia hanno deferito in stato di libertà un 57enne del luogo, amministratore unico della società, alla Procura della Repubblica di Perugia.

L’attività ispettiva è stata condotta in collaborazione con il personale del Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) della U.S.L. “Umbria 1”.

Piazzali coperti di fango e rifiuti contaminati

All’arrivo presso lo stabilimento, i militari hanno riscontrato una situazione ritenuta meritevole di approfondimenti immediati. I piazzali antistante e retrostante il capannone risultavano completamente cosparsi da uno spesso strato di fango, tale da rendere difficoltoso il passaggio.

Ai piedi dei macchinari per la lavorazione della pietra sono stati rinvenuti materiali assorbenti e filtranti, stracci e indumenti protettivi contaminati da sostanze pericolose, tra cui oli minerali utilizzati per motori, ingranaggi e sistemi di lubrificazione.

All’interno di sacchi di plastica erano presenti imballaggi contaminati, privi di qualsiasi cartellonistica indicante natura e pericolosità dei rifiuti.

Polveri, tubazioni intrise di olio e attrezzature abbandonate

L’intera pavimentazione del capannone era coperta da un consistente strato di polveri derivanti dal taglio e dalla lavorazione della pietra. In un ulteriore sacco di plastica sono state rinvenute tubazioni intrise di olio, dalle quali percolava un liquido scuro.

Il ciclo produttivo si concludeva con il convogliamento delle acque reflue verso un impianto di trattamento a ciclo chiuso, ma le condizioni generali dell’area hanno fatto emergere potenziali rischi ambientali.

È stata inoltre accertata la presenza di attrezzature non funzionanti, già utilizzate per la movimentazione del materiale lavorato. I macchinari, sebbene dismessi, non erano stati sottoposti a bonifica e contenevano ancora liquidi pericolosi, risultando abbandonati su cumuli di scarti e polveri.

Intervento congiunto e contestazioni penali

La situazione di potenziale pericolo per l’ambiente e per l’integrità dei lavoratori ha richiesto l’intervento del personale SPSAL della U.S.L. Umbria 1, chiamato a verificare eventuali infrazioni amministrative e penali di competenza.

Al termine degli accertamenti, il legale rappresentante dell’azienda è stato deferito in stato di libertà per:

  • gestione di un impianto con emissioni in atmosfera in assenza delle prescritte autorizzazioni;

  • deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi.

Sequestro di rifiuti, aree e impianti

Considerata l’urgenza di adottare misure idonee a prevenire il rischio di inquinamento ambientale, i Carabinieri del N.O.E. hanno proceduto al sequestro dei rifiuti, delle aree interessate e degli impianti, apponendo cartelli indicanti lo stato di sequestro.

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