[[{“value”:”

Tre città, un filo rosso (e parecchi chilometri)
Si può fare? Sì. Marrakech, Essaouira e Agadir distano tra loro tra i 175 e i 250 km circa, quindi bastano pochi giorni e un’auto per vederle senza correre.
Ma attenzione: non sono tre copie della stessa cartolina. Marrakech è caos, colori, odore di spezie. Essaouira è vento, gabbiani, ritmo lento. Agadir è mare largo, passeggiate, un volto moderno. Un triangolo strano, quasi un piccolo Marocco in miniatura.
Il bello? Il tragitto. Tra una città e l’altra la strada attraversa paesaggi che nessuna guida riesce a raccontare fino in fondo: campi, villaggi, e a un certo punto, alberi con le capre sopra (sì, succede davvero con l’argan). Chi viaggia in questo modo scopre che il percorso vale quanto la meta.
Perché l’auto cambia le regole del gioco
Autobus e transfer funzionano, intendiamoci. Però seguono orari, fermate e ritmi altrui. Chi vuole fermarsi a fotografare un uliveto, o allungare il pranzo a Essaouira, finisce per rincorrere la corriera.
Per questo molti viaggiatori scelgono il noleggio auto in Marocco: permette di decidere da soli quando partire, dove sostare e quanto restare. Un vantaggio concreto soprattutto sul tratto costiero, dove le soste panoramiche sono tante.
Qualche numero utile per orientarsi (valori approssimativi, variano con traffico e percorso):
- Marrakech – Essaouira: circa 180 km, tra le 2,5 e le 3,5 ore
- Essaouira – Agadir: circa 175 km, tre ore senza soste, meglio prevederne cinque
- Agadir – Marrakech: circa 250 km, intorno alle tre ore
Mettendo insieme i tre tratti si arriva a circa 600 km in totale. Distribuiti su quattro o cinque giorni, nulla di eroico.
Marrakech: la città rossa, da vedere con calma
La medina (il centro storico fortificato) di Marrakech è Patrimonio UNESCO dal 1985. La città nasce nell’XI secolo, fondata dagli Almoravidi, e si porta dietro nove secoli di storia.
Da dove si comincia? Da piazza Jemaa el-Fna, ovvio: di giorno mercato, la sera un palcoscenico a cielo aperto. Poi il Palazzo Bahia, con i suoi cortili decorati. Poi il Giardino Majorelle, oasi di blu intenso, ideale per rifiatare tra una visita e l’altra.
Un consiglio pratico: guidare dentro la medina è una pessima idea. Meglio lasciare l’auto fuori dalle mura, in zone più tranquille, e muoversi a piedi tra i vicoli.
Essaouira: vento, bastioni e barche blu
Strada facendo, il paesaggio si apre. Si arriva sulla costa atlantica ed ecco Essaouira, ex Mogador, la cui medina è Patrimonio UNESCO dal 2001. Il suo impianto, ordinato e a scacchiera, fu ridisegnato nel Settecento, il che la rende diversa da quasi tutte le altre medine del paese.
Cosa vedere a Essaouira? I bastioni della Skala, affacciati sull’oceano. Il porto, con le barche da pesca azzurre e il pesce grigliato direttamente sul molo. I vicoli con i laboratori di legno di tuia. E poi il vento: costante, tanto da attirare appassionati di kitesurf e windsurf.
A giugno la città ospita il festival Gnaoua e Musiche del Mondo, un buon motivo per pianificare la visita con un occhio al calendario. Ah, un dettaglio: anche qui, nella medina le auto non entrano. Si parcheggia fuori e si prosegue a piedi.
Agadir: rinata dopo il 1960
Terza tappa, e cambio di scenario. Agadir fu distrutta dal terremoto del 29 febbraio 1960 e ricostruita da zero, con un’impronta moderna: viali ampi, lungomare, edifici bassi. Niente vicoli labirintici, quindi.
Qui il ritmo è balneare. Passeggiata sul mare, spiaggia lunghissima, ristoranti di pesce. Per un tuffo nel passato, però, c’è la Kasbah di Oufella, sulla collina: ruderi e vista panoramica sulla baia, specie al tramonto.
E nei dintorni? Taghazout, villaggio di surfisti a nord della città, e le foreste di argan, la cui area è riconosciuta dall’UNESCO come riserva della biosfera. L’olio di argan, tra l’altro, si produce proprio in questa parte del Marocco.
Cosa controllare prima di mettersi al volante
Guidare in Marocco non è complicato, ma qualche accortezza evita sorprese. In breve:
- Leggere bene franchigia e coperture assicurative incluse nel contratto
- Verificare se il chilometraggio è illimitato (su un itinerario da 600 km conta)
- Fotografare l’auto al ritiro, da ogni lato
- Scegliere alloggi con parcheggio o vicini a un parcheggio custodito
- Evitare di guidare al buio sulle strade secondarie, dove pedoni e animali compaiono dal nulla
Niente di drammatico. Solo buon senso, quello di chi parte preparato.
Ultime riflessioni
Marrakech, Essaouira e Agadir non si assomigliano, ed è proprio questo il punto. Un viaggio che unisce città imperiale, porto ventoso e località balneare racconta tre facce del Marocco in pochi giorni.
L’auto non è obbligatoria, ma regala libertà: soste improvvise, deviazioni, tempi propri. E con un po’ di organizzazione (assicurazione chiara, parcheggi pensati, tappe ragionevoli) la guida diventa parte del piacere, non un ostacolo.
Che si parta in autunno, quando l’Italia si raffredda, o in primavera, quando il Marocco è al massimo della luce, il consiglio resta lo stesso: lasciare spazio all’imprevisto. A volte la foto più bella è quella che nessuno aveva pianificato. Buon viaggio.
“}]] Read More
