Violenza politica e terrorismo rosso: la Lega Giovani Lombardia lancia l’allarme

Negli ultimi mesi il dibattito politico italiano è attraversato da una crescente preoccupazione per il ritorno della violenza come strumento di lotta ideologica. Un fenomeno che, secondo la Lega Giovani Lombardia, non può più essere liquidato come semplice dissenso, ma va affrontato per quello che è: un attacco diretto allo Stato e alle sue istituzioni.

In un documento politico articolato e senza ambiguità, i coordinatori provinciali e regionali del movimento giovanile della Lega denunciano quella che definiscono una vera e propria escalation di terrorismo rosso, citando episodi concreti che vanno dai fatti di Torino ai sabotaggi infrastrutturali, fino ai cortei contro le Olimpiadi Milano–Cortina.

Di seguito, la dichiarazione:

«Quando la violenza diventa metodo, non è dissenso: è terrorismo. Noi alternativa concreta all’estremismo rosso

Negli ultimi mesi assistiamo a un’escalation preoccupante di violenza politica che non può più essere minimizzata né derubricata a semplice “protesta”. Sta emergendo con chiarezzza un vero e proprio terrorismo rosso, che agisce alla luce del sole e viene ormai apertamente rivendicato.
I fatti di Torino, il ruolo di Askatasuna, i sabotaggi alle linee ferroviarie e i cortei “No Olimpiadi Milano–Cortina” mostrano una strategia precisa: colpire lo Stato, creare caos e delegittimare le istituzioni democratiche.

Questa violenza colpisce in modo trasversale. Lo abbiamo vissuto direttamente in due episodi, ai Navigli in via Gola e successivamente in Darsena, dove come Lega Giovani Lombardia siamo scesi in strada per chiedere una cosa semplice e di buonsenso: che le case vengano comprate e non occupate abusivamente. Per questa posizione legittima abbiamo ricevuto insulti, minacce e sputi, rendendo necessario l’intervento di un numero ingente di forze dell’ordine.

È inaccettabile che chi difende la legalità debba essere scortato, mentre chi la viola si senta autorizzato ad agire impunemente.

Di fronte a tutto questo non possiamo più far finta di nulla. Serve applicare le norme senza ambiguità, qualificando come terrorismo chi attacca infrastrutture strategiche, forze dell’ordine e istituzioni, come avviene in altri Paesi occidentali. Allo stesso tempo, va riconosciuto che lo Stato sta iniziando a rispondere: gli sgomberi dei centri sociali a Milano e alcune misure del pacchetto sicurezza dimostrano che, quando c’è volontà politica, legalità e ordine possono essere ristabiliti.

Questa deve essere la direzione: fermezza, chiarezza e zero ambiguità verso chi usa la violenza come strumento politico. Anche per questo il referendum sulla giustizia di marzo assume un valore decisivo, perché una giustizia lenta è il miglior alleato dell’illegalità.

Mentre c’è chi spera nel fallimento dell’Italia e alimenta odio e distruzione, noi scegliamo di costruire il futuro del Paese. Lo facciamo ogni giorno con i nostri giovani amministratori, dando risposte concrete sui territori, rimettendo il merito al centro della scuola con il lavoro del Ministro Giuseppe Valditara, avanzando proposte serie sul lavoro e affrontando con responsabilità anche il tema della remigrazione.

L’Italia non può essere ostaggio di minoranze violente e organizzate.
La democrazia si difende anche chiamando le cose con il loro nome.»

Il documento è firmato congiuntamente da:

Matteo Mauri (Coordinatore Lega Giovani Lombardia), Andrea Poledrelli (Milano), Carlotta Bozzolo (Varese), Andrea Bettega (Lecco), Francesca Villa (Monza), Filippo Raglio (Cremona), Elisabetta Rondalli (Bergamo), Daniele Comini (Pavia), Cristian Colombo (Ticino), Alessandro Ceretti (Brescia), Matteo Gazzola (Martesana), Paolo Muttoni, Andrea Bergamaschini (Crema), Pietro Nalin (Sondrio), Emanuele Gimondi (Lodi) e Matteo Magnani (Mantova).

Una presa di posizione netta che punta a ridefinire il confine tra protesta e violenza politica, rilanciando il tema della sicurezza, della legalità e della tutela delle istituzioni democratiche come pilastri imprescindibili del confronto pubblico.

 …CONTINUA A LEGGERE 

POTREBBE INTERESSARTI

Perugia

Carate Brianza, droga nel box e contanti nascosti: un arresto e due denunce dei Carabinieri

A Carate Brianza arrestato un 31enne dopo un controllo stradale con droga, contanti, bilancini e telefoni sequestrati dai Carabinieri. …CONTINUA A LEGGERE 

Leggi altro...
Perugia

Carate Brianza, tre minori deferiti per tentata rapina ai danni di una donna

%5B%7B%22id%22%3A%22%22%2C%22tag%22%3A%22item_content%22%2C%22data%22%3A%7B%7D%7D%5D  …CONTINUA A LEGGERE 

Leggi altro...
Perugia

Monza, 16enne denunciato dopo una segnalazione al 112: sequestrati hashish e contanti

%5B%7B%22id%22%3A%22%22%2C%22tag%22%3A%22item_content%22%2C%22data%22%3A%7B%7D%7D%5D  …CONTINUA A LEGGERE 

Leggi altro...