Cybersicurezza, cresce la domanda di professionisti: l’ACN punta su tecnici, diplomati e umanisti

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Cybersicurezza, cresce la domanda di professionisti: l'ACN punta su tecnici, diplomati e umanisti

Gli attacchi informatici aumentano e il Paese ha bisogno di nuove competenze: dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale un appello ai giovani. Non solo informatici e ingegneri, ma anche giuristi, economisti, comunicatori e psicologi possono trovare spazio in uno dei settori con le maggiori prospettive occupazionali.

La cybersicurezza non è più un tema riservato agli specialisti dell’informatica. Con l’aumento degli attacchi informatici contro pubbliche amministrazioni, ospedali, aziende e infrastrutture strategiche, la protezione del sistema digitale italiano è diventata una priorità nazionale. Ed è proprio in questo scenario che emerge una delle più grandi opportunità occupazionali dei prossimi anni.

A lanciare l’allarme è Nunzia Ciardi, vicedirettore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), che invita i giovani a guardare con interesse a un settore destinato a crescere rapidamente e che oggi soffre di una forte carenza di personale qualificato. Un messaggio chiaro: servono nuove professionalità e non esclusivamente informatici.

L’Italia sempre più nel mirino dei cyber attacchi

Negli ultimi anni gli attacchi informatici sono aumentati in frequenza e complessità. Termini come ransomware, phishing, guerra ibrida e cybercriminalità sono ormai entrati nel linguaggio quotidiano perché riguardano direttamente cittadini, imprese e istituzioni.

La crescente digitalizzazione della società ha ampliato enormemente la cosiddetta “superficie di attacco”. Oggi servizi sanitari, reti energetiche, trasporti, sistemi bancari e pubbliche amministrazioni dipendono dalle tecnologie digitali, rendendo indispensabile proteggerli da minacce sempre più sofisticate.

Secondo l’ACN, la cybersicurezza non rappresenta più una nicchia tecnologica, ma costituisce uno degli elementi fondamentali per garantire il funzionamento dello Stato e dell’economia.

Una domanda di professionisti che supera di gran lunga l’offerta

Il problema principale evidenziato dall’Agenzia riguarda il divario tra domanda e offerta di competenze.

In Italia, così come nel resto d’Europa, le aziende e le istituzioni cercano professionisti della sicurezza informatica in numero nettamente superiore rispetto a quelli disponibili sul mercato. Una situazione che rappresenta contemporaneamente una criticità per il sistema Paese e un’enorme occasione occupazionale per studenti e giovani lavoratori.

Per questo motivo il messaggio rivolto ai ragazzi è diretto: prepararsi oggi significa entrare in uno dei comparti destinati a offrire maggiori opportunità di lavoro nei prossimi anni.

Le professioni più richieste

Tra le figure tecniche maggiormente ricercate figurano:

  • analisti dei Security Operation Center (SOC);
  • esperti nella risposta agli incidenti informatici;
  • penetration tester;
  • ethical hacker;
  • specialisti di sicurezza cloud;
  • esperti di crittografia;
  • professionisti della protezione dei sistemi industriali.

Non sempre, però, è indispensabile conseguire una laurea universitaria. Molti di questi profili possono essere costruiti attraverso percorsi ITS, certificazioni professionali e formazione pratica continua, sempre più apprezzata dalle aziende.

Non solo informatici: la cybersicurezza cerca anche umanisti

Uno degli aspetti più interessanti sottolineati dall’ACN riguarda la natura multidisciplinare della cybersicurezza.

Un incidente informatico non ha soltanto implicazioni tecniche, ma coinvolge aspetti giuridici, economici, organizzativi, geopolitici e comunicativi. Per questo motivo il settore necessita di competenze estremamente diversificate.

Tra le professionalità richieste figurano anche:

  • giuristi esperti di normativa europea e nazionale;
  • specialisti di relazioni internazionali;
  • analisti geopolitici;
  • economisti;
  • comunicatori;
  • esperti di formazione;
  • psicologi del comportamento.

L’obiettivo è costruire team capaci di affrontare le minacce informatiche da molteplici prospettive, integrando competenze tecniche e capacità di analisi umana.

Addio allo stereotipo dell’hacker solitario

L’immagine dell’hacker chiuso in una stanza buia davanti a uno schermo rappresenta ormai un luogo comune lontano dalla realtà.

Il lavoro nella cybersicurezza è fortemente collaborativo: richiede attività di squadra, confronto continuo, esercitazioni, analisi condivise e cooperazione con istituzioni nazionali e partner internazionali.

Oltre alle competenze tecniche risultano fondamentali capacità organizzative, gestione dello stress, comunicazione efficace e coordinamento operativo.

Più spazio alle donne nel settore cyber

L’Agenzia richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di aumentare la presenza femminile nelle professioni tecnologiche.

La cybersicurezza continua a essere percepita come un ambito prevalentemente maschile, ma secondo l’ACN la diversità rappresenta un valore strategico: team composti da persone con esperienze e punti di vista differenti riescono infatti a individuare vulnerabilità e minacce con maggiore efficacia.

Il messaggio rivolto alle ragazze è chiaro: le competenze non hanno genere e il settore ha bisogno di nuove professionalità femminili.

L’Intelligenza Artificiale cambierà il lavoro, ma non sostituirà le persone

Grande attenzione viene dedicata anche all’impatto dell’Intelligenza Artificiale.

L’IA sta trasformando profondamente la cybersecurity, diventando contemporaneamente uno strumento di difesa e una possibile arma nelle mani degli attaccanti.

Da un lato permette di analizzare enormi quantità di dati, individuare anomalie e reagire rapidamente agli incidenti; dall’altro consente anche ai cybercriminali di sviluppare tecniche offensive sempre più sofisticate.

Secondo l’ACN, tuttavia, l’Intelligenza Artificiale non sostituirà i professionisti del settore, ma ne aumenterà il valore, rendendo ancora più importante il giudizio umano e la capacità di governare strumenti sempre più complessi.

Le competenze trasversali fanno la differenza

Accanto alle conoscenze tecniche, l’Agenzia individua una serie di qualità personali determinanti per lavorare nella cybersicurezza.

Tra queste figurano:

  • curiosità;
  • pensiero critico e laterale;
  • capacità di problem solving;
  • gestione dello stress;
  • lavoro di squadra;
  • forte senso etico.

Quest’ultimo viene considerato un requisito imprescindibile: chi opera nella sicurezza informatica gestisce strumenti delicati e informazioni sensibili, assumendosi una responsabilità diretta verso cittadini, aziende e istituzioni.

Formazione continua fin dai banchi di scuola

Per chi desidera intraprendere questa carriera, l’ACN indica diversi percorsi.

Le lauree in Informatica e Ingegneria rappresentano la strada più tradizionale, ma un ruolo sempre più importante è svolto dagli ITS Academy, che offrono percorsi biennali altamente specializzati e orientati all’ingresso nel mercato del lavoro.

Anche chi proviene da percorsi umanistici può costruire una carriera nella cybersicurezza, integrando le proprie competenze con una solida cultura digitale.

Per iniziare a fare esperienza esistono inoltre piattaforme “Capture The Flag”, laboratori virtuali e ambienti di simulazione che permettono di esercitarsi legalmente nell’individuazione delle vulnerabilità informatiche, ricordando sempre un principio fondamentale: sperimentare esclusivamente su sistemi propri o autorizzati, perché l’etica viene prima della tecnica.

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